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Home News Ricerca e studi scientifici Aumento dei tumori della tiroide. Quali le cause?
News - Ricerca e studi scientifici

I numeri parlano chiaro: il tumore della tiroide è in costante aumento in tutto il mondo. Uno studio pubblicato sulla rivista Cancer dà le dimensioni del fenomeno negli Stati Uniti e stima un incremento dei casi di circa il 10 per cento ogni anno.

«Un fenomeno che si registra anche in Italia – dice Luciano Pezzullo, responsabile della Chirurgia della tiroide e paratiroide all’Istituto Nazionale dei Tumori Pascale di Napoli -, dove nell’ultimo decennio è stato rilevato un boom soprattutto di microcarcinomi papilliferi, che come dice il nome sono piccoli (hanno un diametro inferiore a un centimetro) e per questo più facili da curare».

Se da un lato, infatti, è stato registrato un forte incremento di tutti i tumori maligni che colpiscono questa ghiandola endocrina, in base agli ultimi dati è emerso che il 60 per cento di questi sono microcarcinomi. Quelle tiroidee restano comunque forme di cancro poco diffuse, che rappresentano meno del due per cento sul totale dei casi di cancro, per un totale di 10mila nuove diagnosi ogni anno nel nostro Paese. Con tassi di guarigione superiori al 90 per cento se la malattia viene scoperta in fase precoce.

Ma quali sono le cause di questa crescita? Difficile, secondo gli esperti, stabilire le ragioni certe. Sicuramente una parte dell’incremento dei casi registrati dipende dalla maggiore prevenzione. Ecografie e aghi aspirati consentono un’immediata individuazione di queste forme tumorali che un tempo, quando il medico aveva solo le mani per visitare il paziente, non erano rilevabili viste le piccole dimensioni. Spesso, poi, i microcarcinomi vengono scoperti durante l’esame istologico del gozzo (una patologia benigna della tiroide) quando viene rimosso. Altro fattore da prendere in considerazione è l’esposizione alle radiazioni ionizzanti: a Chernobyl o in Nevada, dove sono state effettuate esplosioni nucleari sotterranee, questi tumori sono molto più diffusi rispetto alla media. E si valutano gli effetti collaterali della radioterapia, soprattutto se eseguita in età giovanile. I ricercatori stanno infine indagando altri fattori ambientali, genetici o alimentari, ma per ora non ci sono prove scientifiche.

«Sia chiaro – spiega Pezzullo – prevenzione e diagnosi precoce sono importanti per scoprire la malattia quando è possibile rimuoverla chirurgicamente e guarire. Le nuove tecniche però portano sempre più spesso alla scoperta di lesioni piccolissime, che un tempo sarebbero rimaste inosservate e che nella maggior parte dei casi non avrebbero espresso nessuna evoluzione maligna e pericolosa per la salute».

Il problema quindi è quello di non sottoporre le persone a trattamenti in eccesso. Secondo l’esperto, le micro-forme tumorali non dovrebbero essere immediatamente trattate con biopsie, agoaspirati e interventi chirurgici inutili, quanto piuttosto seguite e monitorate in centri specializzati. «Per molti pazienti è sufficiente un controllo annuale con visita ed ecografia esolo se ci sono sospetti di un’evoluzione della malattia si procede con indagini più invasive».

Dal 15 al 19 marzo 2010 è in programma in tutta Italia la Settimana nazionale della tiroide che prevede la possibilità di sottoporsi a una visita specialistica gratuita per verificare l’eventuale presenza di alterazioni della ghiandola.

Fonte: Fondazione Veronesi

 


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