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Nanoparticelle che si attaccano alle pareti interne delle arterie in grado di rilasciare i farmaci lentamente: è l`ultima trovata dei ricercatori del MIT e della Harvard Medical School di Boston guidati da Omid Farokhzad dellHarvard Medical School e da Robert Langer del MIT, di cui si legge sulla rivista Pnas - Proceedings of the National Academy of Science, con cui gli studiosi americani si prefiggono di risolvere le problematiche legate alle malattie cardiovascolari. I ricercatori affermano che queste speciali particelle potrebbero essere utilizzate insieme agli stent vascolari - la cura standard per la maggior parte dei casi di arterie intasate o danneggiate - o, in alcuni casi, in sostituzione degli stent stessi. Le particelle, concludono gli autori, possono anche rivelarsi utili per la somministrazione di farmaci anti-tumorali: "Questa tecnologia potrebbe essere applicata anche per altre malattie - spiega Farokhzad -, tra cui il cancro e le malattie infiammatorie in cui la permeabilità vascolare o il danno vascolare sono presenti". |
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