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Il ministero della Salute fissa gli standard di cura ottimali per le patologie cardiovascolari affinché siano uniformi su tutto il territorio nazionale. Riformulare l'offerta di salute, ispirandosi all'appropriatezza dell'assistenza e alla sostenibilità del sistema. Da oggi ai prossimi quindici anni. Questa l'idea alla base dei "Quaderni del Ministero della Salute", documenti che ambiscono a diventare vere e proprie linee guida di indirizzo in vari settori della medicina, dettate da una governance centrale, che andrà declinata poi a livello regionale. Si inizia con il Quaderno dedicato ai Centri cardiovascolari e si proseguirà con l'oncologia, le stroke unit, le patologie odontoiatriche, i problemi degli anziani, il diabete. Un lavoro affidato ad un pool di esperti, coordinati da Giovanni Simonetti, dell'università Tor Vergata di Roma. La parola d'ordine è integrare ospedale e territorio. "Oggi il 40% dei ricoveri per acuti - ricorda il ministro della Salute Ferruccio Fazio - riguarda persone con più di 65 anni, che sono appena il 20% della popolazione. E questo è un indice di inappropriatezza territoriale. Ma il nostro Paese può vincere la sfida della sostenibilità, grazie alla governance centrale e alla costruzione di un percorso incentrato sul territorio, che rivaluti il ruolo del medico di famiglia, limiti al massimo i tempi dei ricoveri ospedalieri e faccia tornare rapidamente sul territorio il paziente per percorsi di riabilitazione, Rsa o hospice". |
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