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I casi di tumore crescono in maniera allarmante nei Paesi poveri dove, però, è estremamente difficile accedere alla prevenzione mentre i trattamenti e le cure sono estremamente limitati, a volte inesistenti. E' l'allarme che ricercatori e associazioni di volontariato lanciano in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, sottolineando come, di fronte a questa terribile malattia, le ineguaglianze tra Nord e Sud del mondo siano enormi. E le differenze pesano molto. Uno studio recente, realizzato dal Centro internazionale per la ricerca sul cancro e pubblicato su The Lancet Oncology, ha dimostrato che il tasso di sopravvivenza dopo una diagnosi di cancro al seno delle donne del Gambia è del 12%, contro l'80% delle donne della Corea del Sud. E in caso di tumore al collo dell'utero, in Uganda il 13% delle pazienti ha una sopravvivenza di 5 anni, mentre per le donne di Singapore la speranza di vita è 5 volte più elevata. Non solo. Secondo i dati più recenti, nei Paesi poveri si concentrano più della metà dei nuovi casi di tumore e più del 60% dei decessi per cancro. La malattia è causa di 7,4 milioni di morti l'anno (dati 2004), rappresenta cioè il 13% della mortalità mondiale. Il cancro ai polmoni, allo stomaco, al fegato al colon e al seno sono i killer principali. Fonte: Associazione Italiana di Oncologia Medica |
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