|
Linee Guida -
Reumatologia
|
|
La spondilite anchilosante è la malattia più rappresentativa del gruppo delle spondiloartriti. Di esso fanno parte anche l’artrite reattiva, l’artrite psoriasica, l’artrite associata alla colite ulcerosa ed alla malattia di Crohn e forme che non rientrando in nessuna della categorie precedenti sono dette indifferenziate.
Si tratta di malattie molto frequenti che complessivamente colpiscono l-2% della popolazione. La spondilite anchilosante inizia di solito nella seconda e terza decade di vita ed è più frequente nel sesso maschile. In molti casi la malattia è progressiva ed è causa di un grado di disabilità non inferiore a quello provocato dall’artrite reumatoide. Gli scopi della terapia della spondilite anchilosante sono: ridurre l’intensità del dolore e della rigidità, migliorare la funzione, contrastare la progressione del danno radiologico e prevenire la disabilità. Sino a poco tempo fa la terapia della spondilite anchilosante consisteva nella somministrazione di farmaci antinfiammatori non-steroidei (FANS) e nel programma di riabilitazione.
I FANS sono efficaci nel controllo del dolore e della rigidità e consentono anche di ottenere un miglioramento della funzione. Non vi sono FANS più efficaci di altri essendo la risposta terapeutica individuale. Spesso è necessario provare più di un farmaco a dosi piene prima di individuare il più efficace e meglio tollerato dal singolo paziente.
Leggi il Documento completo
|