| Linee Guida - Reumatologia |
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L’artrite psoriasica (AP) è sempre stata considerata una malattia più lieve dell’artrite reumatoide (AR) e ad evoluzione non invalidante. Studi recenti hanno invece dimostrato che circa il 40% dei pazienti ha una malattia erosiva con sviluppo di deformità. Similmente all’AR, una terapia aggressiva con uno o più farmaci di fondo nelle fasi iniziali potrebbe ostacolare la progressione del danno articolare. Inoltre, diversamente dall’AR, la AP può interessare anche lo scheletro assiale dove può dare limitazione funzionale e deformità simili a quelle della spondilite anchilosante (SA). Il trattamento iniziale dell’AP prevede l’uso dei farmaci anti-infiammatori nonsteroidei (FANS) e delle infiltrazioni locali di steroidi. I farmaci di fondo sono riservati alle forme resistenti e destruenti. Methotrexate (MTX), sulfasalazina (SSZ) e ciclosporina (CsA) sono i farmaci di fondo più frequentemente utilizzati, anche se non vi sono studi Impatto Socio-Economico L’AP è fra i reumatismi infiammatori cronici più comuni nel nostro paese. Si valuta che circa il 2-3% della popolazione italiana è affetta da psoriasi. Non esistono dati sull’impatto economico della AP nel nostro paese. Un recente studio ha valutato i costi diretti (ricoveri ospedalieri, terapie farmacologiche, visite mediche) della psoriasi e AP negli Stati Uniti. L’entità di tali costi nel 1997 è stata di 650 milioni di $; tale stima però non tiene conto dei costi indiretti che in una patologia invalidante come la AP potrebbero essere di molto superiori a quelli diretti. |
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