| Linee Guida - Pediatria |
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Le conoscenze scientifiche degli ultimi anni hanno aggiunto sempre più consistenti evidenze che il neonato, anche se pretermine, è molto sensibile allo stimolo nocicettivo a cui risponde con una reazione fisiologica e comportamentale ben evidente e con una cascata ormonale e metabolica, il cui ripetersi può comportare effetti destabilizzanti a breve e medio termine. Questa vulnerabilità e fragilità allo stimolo doloroso soprattutto del neonato pretermine sono spiegabili dal punto di vista neurofisiologico con il fatto che, nonostante un apparato sensoriale per la nocicezione ben sviluppato a partire dal secondo trimestre di gravidanza, i sistemi discendenti inibitori e i loro neurotrasmettitori preposti alla modulazione delle afferenze nocicettive sono deficitari ed immaturi fino anche a dopo la nascita a termine. Esistono inoltre sempre più segnalazioni sugli effetti a lungo termine di una esposizione precoce e ripetitiva a stimolazioni nocicettive in un momento così delicato e fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso. Sono state evidenziate modificazioni comportamentali a distanza di tempo e riduzioni di volume delle aree cerebrali sensitive in ex pretermine ricoverati in TIN, simili a quelle evidenziate nel modello sperimentale di ratto di pari età gestazionale, sottoposto a stimoli dolorosi precoci e reiterati. |
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