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Linee Guida - Oncologia

I fattori di rischio per il tumore della prostata sono largamente sconosciuti.

I fattori meglio documentati sono:

  • L’età e l’etnia: l’incidenza del tumore aumenta con l’età; il tumore è molto raro sotto i 50 anni, oltre questa età l’incidenza aumenta esponenzialmente. Negli USA, in tutte le fasce di età, l’incidenza è più alta tra gli uomini di etnia afro-americana.
  • La storia familiare: gli studi epidemiologici riscontrano in maniera consistente un aumentato rischio in presenza di familiarità. Il rischio di sviluppare tumore è proporzionale al grado di parentela, alla precocità dell’esordio e al numero di parenti con diagnosi [NCCN 2007]. Non si può peraltro escludere la possibilità di un “detection bias”: gli individui con storia familiare di tumore alla prostata possono essere sottoposti a alta probabilità di un riscontro positivo data l’alta prevalenza di carcinomi prostatici latenti nella popolazione [Bostwick 2004]. Gli studi più recenti non evidenziano differenze significative fra le forme sporadiche e quelle familiari di carcinoma della prostata in termini di caratteristiche clinico-patologiche, risposta al trattamento e outcome.

Altri fattori di rischio sospetti sono:

  • Fattori dietetici: alcuni studi ecologici hanno suggerito che il carcinoma prostatico sia associato ad uno stile di vita occidentale e in particolare a diete ricche di grassi (soprattutto di origine animale), di carni e di latte e derivati. Una recente metanalisi di 10 studi di coorte prospettici (8 condotti negli USA e 2 in Europa) ha osservato che gli uomini con un più alto consumo di latticini e calcio avevano più probabilità di sviluppare incrementi di rischio sono tuttavia bassi [Gao 2005]. Il ruolo di elevati livelli plasmatici di Insulin-like growth factor 1 [Grönberg 2003; Sabbatini 2009] non è ancora definito. un carcinoma della prostata rispetto agli uomini con più basso consumo; gli
  • Fattori ormonali: gli androgeni svolgono un ruolo importante nello sviluppo della prostata normale e nel trattamento del carcinoma prostatico. Si è ipotizzato che elevati livelli di testosterone (e del suo metabolita Diidro-testosterone DHT) per tempi prolungati possano aumentare il rischio di carcinoma prostatico, ma gli studi non sono consistenti [Bostwick 2004].
  • Altri fattori sono stati studiati con risultati inconsistenti o negativi: esposizioni ambientali e occupazionali (diossine), fumo di tabacco, consumo di alcool, vasectomia, attività fisica, attività sessuale, fattori socio-economici [Bostwick 2004].

Fonte: Commissione Oncologica Regionale Piemonte

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