| Linee Guida - Neurologia |
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La definizione di ictus dell’Organizzazione mondiale della sanità è: «l’ictus è una sindrome caratterizzata dall’improvviso e rapido sviluppo di sintomi e segni riferibili a deficit focale delle funzioni cerebrali senza altra causa apparente se non quella vascolare; la perdita della funzionalità cerebrale può essere globale (pazienti in coma profondo). I sintomi durano più di 24 ore o determinano il decesso» (SPREAD 2007). L’ictus cerebrale rappresenta una delle patologie più frequenti, collegata a un rilevante rischio di morte e disabilità residua. I fattori di rischio e i meccanismi fisiopatologici lo mettono in stretta relazione con il complesso delle malattie cardiovascolari. Tuttavia, in tale rapporto vi sono specificità che riguardano sia l’organo bersaglio, l’encefalo, sia meccanismi fisiopatologici differenziati per cui si distinguono quadri clinico-patologici diversi (per esempio emorragici o ischemici) e, all’interno di ciascuno di questi, ulteriori cause e ulteriori sindromi. La complessità dei fattori di rischio e dei meccanismi lo rende una patologia di competenza multidisciplinare. Tuttavia, le peculiarità fisiopatologiche dell’organo bersaglio indicano nella componente neurologica un ruolo imprescindibile. Metodi, scopo e destinatari Il documento proposto è il risultato del lavoro di una commissione in cui sono state rappresentate competenze che comprendono le seguenti discipline: neurologia, medicina interna, neuroradiologia, geriatria, neurochirurgia, chirurgia vascolare, medicina generale, terapia della riabilitazione e infermieristica professionale. La prima edizione è stata pubblicata nell’ottobre 2005 seguendo le indicazioni del Consiglio sanitario regionale e dell’allora coordinatore della commissione Enrico Desideri, la Commissione ha preso anzitutto in considerazione le linee guida diagnostico-terapeutiche. A livello nazionale esistevano già le Stroke Prevention and Educational Awareness Diffusion (SPREAD), Linee guida diagnostico-terapeutiche elaborate seguendo criteri di rappresentatività estesa (multidisciplinarità e interazione tra produttori e utenti), valutazione dell’evidenza scientifica e consenso tra i maggiori esperti nazionali in questo ambito di patologia. Le Linee guida SPREAD, la cui produzione è stata coordinata a Firenze e a cui hanno collaborato alcuni membri della commissione, sono state indicate come riferimento in alcuni Piani sanitari regionali come quelli della Lombardia, del Lazio e della Campania e nelle Linee guida applicative di altre regioni; risultano, inoltre, già diffuse in tutta la Regione Toscana e già adottate in molti ospedali. Le Linee guida SPREAD raccolgono il consenso unanime della commissione e pertanto si ritiene tuttora non necessario ripetere un lavoro di valutazione dell’evidenza scientifica e di produzione di Linee guida diagnostico-terapeutiche. |
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