Linee Guida Cardiologia

Linee guida per la diagnosi ed il trattamento dell’ipertensione arteriosa

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Task Force per la Diagnosi ed il Trattamento dell’Ipertensione Arteriosa della Società Europea dell’Ipertensione Arteriosa (ES H) e della Società Europea di Cardiologia (ES C)

Linee guida 2013 ESH/ESC per la diagnosi ed il trattamento dell’ipertensione arteriosa

1.1 Principi generali

Le linee guida 2013 sulla diagnosi e trattamento dell’ipertensione arteriosa, redatte dalla Società Europea dell’Ipertensione Arteriosa (ESH) e dalla Società Europea di Cardiologia (ESC), seguono le linee guida emanate congiuntamente dalle due Società nel 2003 e 20071,2. La necessità della pubblicazione di un nuovo documento 6 anni dopo il precedente era avvertita perché in questo periodo sono stati condotti una serie di importanti studi clinici e sono stati pubblicati molti nuovi risultati sia sulla diagnosi che sul trattamento dei pazienti che presentano elevati valori di pressione arteriosa (BP), rendendo necessario delle integrazioni e delle modifiche alle raccomandazioni precedenti.

Linee guida 2013 ESH/ESC per la diagnosi ed il trattamento dell’ipertensione arteriosa

Le linee guida ESH/ESC 2013 continuano ad aderire ad alcuni principi fondamentali che hanno ispirato le linee guida del 2003 e del 2007, vale a dire:

  • (a) fornire raccomandazioni sulla base di studi condotti in modo rigoroso ed identificati mediante un’accurata revisione della letteratura,
  • (b) prendere in considerazione, come maggiormente prioritari, i dati provenienti da trial randomizzati controllati (RCT) e da loro metanalisi, senza trascurare – soprattutto quando si tratta di aspetti diagnostici – i risultati di studi osservazionali e di altri studi di adeguato calibro scientifico,
  • (c) graduare il livello delle evidenze scientifiche e la forza delle raccomandazioni sui principali temi inerenti la diagnosi e il trattamento seguendo le raccomandazioni dell’ESC, come fatto nelle linee guida europee redatte per altre patologie.

Sebbene non sia stato fatto nelle linee guida 2003 e 2007, fornire la classe di raccomandazione e il livello di evidenza è oggi considerato importante al fine di garantire un loro impiego nella pratica clinica ed offrire un approccio standard con cui confrontare lo stato delle conoscenze in diversi campi della medicina. Si è anche ritenuto che questo approccio possa informare più precisamente i medici su quali raccomandazioni si basino sull’opinione degli esperti, piuttosto che su evidenze scientifiche documentate. Questo non è raro in medicina, in quanto gran parte della pratica medica quotidiana non è supportata da evidenze scientifiche e le raccomandazioni devono quindi derivare dal senso comune e dall’esperienza clinica personale, fattori questi ultimi che possono essere fallibili. Riconoscere questo limite può evitare che le linee guida vengano percepite come prescrittive, favorendo la realizzazione di studi clinici in campi in cui prevale il parere clinico rispetto all’evidenza scientifica. Un quarto principio, in linea con lo scopo educativo delle linee guida, è quello di fornire un gran numero di tabelle e una serie di raccomandazioni concise che possano essere facilmente e rapidamente consultabili dai medici nella loro pratica quotidiana. I membri europei della Task Force incaricata di redigere le linee guida 2013 sull’ipertensione sono stati nominati dall’ESH e dall’ESC in base alla loro riconosciuta competenza e l’assenza di maggiori conflitti di interesse [le schede delle dichiarazioni di conflitto di interesse sono disponibili sul sito ESC (www.escardio. org/guidelines) e sul sito ESH (www.eshonline.org)]. Ad ogni membro è stato assegnato uno specifico compito di scrittura, che è stato esaminato da tre coordinatori e poi dai due presidenti, uno nominato dall’ESH e l’altro dall’ESC. Il testo è stato perfezionato nel corso di circa 18 mesi, durante i quali i membri della Task Force si sono incontrati più volte, effettuando inoltre un’intensa corrispondenza di documenti e testi. Prima della pubblicazione, il documento è stato anche valutato due volte da 42 revisori europei, per metà selezionati dall’ESH e per metà dall’ESC. Si può quindi affermare che le raccomandazioni redatte dalle linee guida ESH/ESC 2013 sull’ipertensione arteriosa riflettano in gran parte lo stato attuale dell’arte, come concepito da scienziati e medici in Europa. Le spese per le riunioni e il lavoro generale sono state condivise dall’ESH ed ESC.

1.2 Nuovi aspetti

In considerazione delle nuove evidenze raccolte in campo diagnostico e terapeutico dell’ipertensione, le presenti linee guida differiscono per molteplici aspetti dalle precedenti2 . Gli elementi più importanti di novità sono riportati di seguito:

  1. Dati epidemiologici sull’ipertensione e sul controllo della BP in Europa.
  2. Valore prognostico del monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa (HBPM) e ruolo del monitoraggio domiciliare ed ambulatorio (ABPM) nella diagnosi e nel trattamento dell’ipertensione.
  3. Aggiornamento sul significato prognostico della pressione notturna, dell’ipertensione da camice bianco e mascherata.
  4. Importanza di una corretta valutazione del rischio cardiovascolare (CV) mediante l’integrazione dei valori di BP con i fattori di rischio CV, la presenza di danno d’organo (OD) asintomatico e di complicazioni cliniche.
  5. Aggiornamento sul significato prognostico del OD asintomatico includendo cuore, vasi, rene, retina ed encefalo.
  6. Rischio del sovrappeso e target d’indice di massa corporea (BMI) nell’ipertensione.
  7. L’ipertensione nell’adolescenza.
  8. Inizio della terapia antipertensiva. Trattamento non farmacologico dei valori normali-alti di BP e maggior impiego di criteri basati sulle evidenze dei trial clinici.
  9. Obiettivi del trattamento. Criteri maggiormente basati sulle evidenze dei trial e target pressorio sistolico unificato (<140 mmHg) sia nei pazienti a basso che ad alto rischio CV.
  10. Possibilità di iniziare il trattamento con impiego della monoterapia, lasciando libera la scelta del medico su quale farmaco utilizzare.
  11. Revisione della schema per le associazioni prioritarie di due farmaci antipertensivi.
  12. Nuovo algoritmo per il raggiungimento degli obiettivi pressori.
  13. Estesa sezione sulle strategie terapeutiche in condizioni cliniche particolari.
  14. Revisione delle raccomandazioni sul trattamento dell’ipertensione nell’anziano.
  15. Trattamento farmacologico dell’ottuagenario.
  16. L’ipertensione arteriosa resistente ed i nuovi approcci terapeutici.
  17. Maggior attenzione all’impostazione della terapia in relazione al presenza e al tipo di OD.
  18. Nuovi approcci al trattamento cronico dell’ipertensione arteriosa.

E’ possibile scaricare qui il documento completo.