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Home Articoli Scientifici Neurologia La depressione nella malattia di Parkinson
Articoli Scientifici - Neurologia

La depressione è un disturbo comune che colpisce in base alle stime attuali circa il 5% della popolazione mondiale (Angst 1992). La depressione rappresenta il disturbo psichiatrico più frequentemente associato a malattie neurologiche, soprattutto quelle di tipo neurodegenerativo.

Nella malattia di Parkinson (MP) il sintomo depressione, pur rappresentando il disturbo neuropsichiatrico più frequente, è stato spesso trascurato e considerato secondario, sia dal punto di vista eziopatogenetico che clinico ai più rilevanti disturbi motori e cognitivi. Recenti studi hanno tuttavia gettato nuova luce sulla rilevanza della depressione in questa malattia e chiarito come questo sintomo costituisca un elemento fondamentale del processo neurodegenerativo.

Buona parte degli autori in letteratura riporta una aumentata prevalenza della depressione nella MP rispetto a soggetti normali di pari età. In una recente review Cummings (1992) ha riassunto i risultati di 26 importanti studi condotti in Nord-America e calcolato una incidenza media della depressione del 40%. Tuttavia il range riportato tra i vari studi oscillava tra il 4 e il 70%. La prevalenza per depressione maggiore, cioé di qui pazienti che soddisfano i criteri del DSM-III, appare però più ridotta. In uno studio di Tandberg et al. (1996) in 245 pazienti con MP solo il 7,7% poteva essere considerato affetto da depressione maggiore. Per contro tuttavia una percentuale sostanziosa di pazienti parkinsoniani pari al 45,5% dimostrava moderati segni depressivi contro l’11% dei soggetti diabetici e il 4% dei controlli.

Discrepanze esistono soprattutto per quanto riguarda l’eziologia della depressione. Considerate le caratteristiche cliniche della MP ed in particolare la presenza di sintomi quali rallentamento motorio, fatigue, perdita della libido e disturbo del sonno, non è sorprendente che un certo grado di sovrapposizione tra sintomi motori e depressivi possa esistere. Per di più è evidente che le scale cliniche comunemente usate per valutare la gravita’ della depressione in soggetti neurologicamente sani, possano dimostrarsi inadeguate nel valutare l’entità del disturbo nella MP e determinare falsi positivi. Una quota importante di studi suggerisce che la disabilità motoria indotta dalla patologia costitutisce una componente importante nel disturbo depressivo della MP. (Gotham e Brown et al. 1988).

Fonte: LIMPE

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