| Articoli Scientifici - Medicina interna |
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La misura dell'emoglobina glicata (HbA1c) è molto utilizzata in pazienti con diabete mellito, soprattutto al fine di monitorare il controllo glico-metabolico a medio-lungo termine (1,2). Tale prassi è il risultato di diversi studi clinici randomizzati, i più famosi dei quali sono il Diabetes Control and Complication Trial (DCCT) e l' UK Prospective Diabetes Study (UKPDS) (3,4), i quali hanno provato che vi è una stretta correlazione tra il grado di controllo glicemico, valutato in base ad una serie di misure dell'HbA1c, ed il rischio dello sviluppo e della progressione delle complicanze croniche del diabete. Naturalmente, affinché il dato dell’HbA1c sia universalmente utilizzabile, occorre che le misure siano standardizzate, ed in quest’ottica dal 1995 la Federazione Internazionale di Chimica Clinica (IFCC) ha promosso le attività di un gruppo di lavoro che affrontasse il problema (IFCC WGHbA1c). In seguito alle attività del gruppo è ora disponibile un metodo ufficiale di riferimento (5), sono stati prodotti e resi disponibili due materiali primari di riferimento (6), è stata implementata una rete internazionale di laboratori di riferimento (7), sono state definite le equazioni generali ("master equations") per convertire i risultati ottenuti con il sistema di riferimento IFCC nei risultati allineati al sistema dello National Glycohemoglobin Standardization Program (NGSP) (8). Tutti i produttori di sistemi/reagenti sono stati coinvolti nell’allineamento al sistema di riferimento, e saranno presto disponibili materiali secondari di riferimento, in collaborazione con l’ente europeo che ha già in deposito i materiali primari, cioè l’Institute for Reference Methods and Materials (IRMM). |
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