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Home Articoli Scientifici Medicina interna Le diverse miscele dell'insulina
Articoli Scientifici - Medicina interna

 

Negli ultimi anni, i diabetologi propongono ai loro pazienti l’insulina. Mentre alcuni anni fa si considerava fosse l’ultima spiaggia nella terapia del diabete, oggi invece, grazie a importanti studi scientifici, l’insulina è diventata necessaria in molte fasi della vita della persona con diabete e che può essere necessario introdurla precocemente, anche perché, non va dimenticato, il buon compenso della malattia previene o allontana il rischio delle complicanze croniche.

Negli ultimi anni, l’entrata in commercio di nuove insuline pronte e ad azione prolungata, oltre che di nuove formulazioni premiscelate (insulina ad azione rapida + insulina ad azione lenta), ha ampliato notevolmente le possibilità di scelta negli approcci terapeutici e in questo numero ci occupiamo delle miscele di insulina. L’insulina viene prodotta dal pancreas con due modalità: lentamente ma costantemente durante il giorno (basale) e rapidamente e in quantità più elevate in risposta ai pasti (boli). Le formulazioni di insulina premiscelata, di cui ci occuperemo in questo numero, risultano molto utili nel fornire, con un’unica iniezione, sia la copertura di tipo basale che quella necessaria in corrispondenza dei pasti.

In queste formulazioni vi è una contemporanea presenza delle due insuline, in percentuali differenti. Ad esempio, se abbiamo una premiscelata 30/70, significa che il 30% è insulina rapida e il 70% insulina lenta. Quindi, ad esempio, 10 U di insulina premiscelata 30/70 sarà costituita da 3 U di insulina rapida e 7 U di insulina lenta. Attualmente sono disponibili in commercio formulazioni premiscelate di analoghi insulinici e miscele di insulina umana regolare. Gli analoghi insulinici premiscelati in commercio sono quelli riportati nella tabella.

Normalmente l’insulina prodotta dall’organismo raggiunge il picco plasmatico entro 15–45 minuti dall’inizio del pasto, per poi ritornare a livelli basali entro le successive ore (da 1 a 3) 60–180.

Gli analoghi insulinici premiscelati mimano più da vicino la secrezione fisiologica dell’insulina, poiché vengono assorbiti più velocemente e i pazienti possono effettuare l’iniezione a ridosso del pasto e comunque entro 15 minuti

Questo tipo di formulazione di insulina è indicato per i pazienti che non necessitano di un regime bolo-basale o hanno difficoltà a seguirlo.

Insulina LisPro bifasica 25/75
(25% analogo rapido lispro, 75% analogo rapido lispro con protamina)
Humalog 25 – Eli Lilly

Insulina LisPro 50/50
(50% analogo rapido lispro, 50% analogo rapido lispro con protamina)
Humalog 50 – Eli Lilly

Insulina Aspart bifasica 30/70
(30% analogo aspart, 70% analogo rapido aspart + protamina)
Novomix 30 – NovoNordisk

Insulina Aspart bifasica 50/50
(50% analogo aspart, 50% analogo rapido aspart + protamina)
Novomix 50 – NovoNordisk

Insulina Aspart bifasica 70/30
(70% analogo aspart, 30% analogo rapido aspart + protamina)
Novomix 70 – NovoNordisk

È comunque necessario effettuare l’automonitoraggio della glicemia capillare per ottimizzare le dosi ed evitare il rischio delle ipoglicemie. Gli analoghi insulinici premiscelati, infatti, offrono poca flessibilità in quanto una volta iniettati è necessario rispettare l’orario del pasto successivo. Inoltre è più difficile effettuare un aggiustamento della dose in base al pasto consumato in quanto aumentando le unità si incrementa non soltanto la quota di insulina rapida ma anche quella di insulina lenta. È necessario pertanto che i pazienti abbiano uno stile di vita e alimentare regolare e fisso.

In genere, le insuline premiscelate vengono somministrate due volte al giorno, prima di colazione e prima di cena, in modo da assicurare un apporto sufficiente per mantenere i livelli basali di insulina e rispondere ai picchi glicemici susseguenti ai pasti. Possono inoltre essere utili in quei soggetti in cui non si riesce a ottenere un buon valore di glicemia al pasto successivo, successivamente alla somministrazione di insulina rapida come, ad esempio, nel caso di una colazione “all’inglese”, cioè più ricca rispetto alla colazione più frugale tipica del nostro paese.

Fonte: VivereIlDiabete.it


 


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