| Articoli Scientifici - Gastroenterologia |
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Fino a qualche tempo fa sembrava un fatto acquisito: la presenza dell'Helicobacter pylori nello stomaco favoriva l’ulcera e quindi aumentava anche il rischio che questa degenerasse e si sviluppasse un tumore. Eppure ultimamente si è scoperto che le cose potrebbero essere diverse. Addirittura lo stesso batterio potrebbe anche proteggere dalla malattia. Ma come? La spiegazione probabilmente sta nella diversa parte dello stomaco interessata dal cancro. Infatti il batterio in qualche modo impedisce che si formino tumori vicino all’ingresso dello stomaco, nella zona del cardias, la valvola che lo mette in comunicazione con l’esofago, mentre continua a essere un importante fattore di rischio per i tumori che crescono nelle altre parti dell’organo. L’idea che nello stomaco non potessero crescere germi era tanto radicata tra gli studiosi che quando per la prima volta si trovò il batterio nei tessuti gastrici provenienti da interventi chirurgici o da gastroscopia si pensò a errori o contaminazioni. Solo i ricercatori australiani Barry Marshall e Robin Warren iniziarono a studiare la nuova creatura, che fu poi battezzata con il nome attuale (Helicobacter) per la sua forma a spirale e per la sua sede preferita (pylori, il piloro, ovvero il punto di passaggio dallo stomaco all’intestino). I due erano tanto convinti del ruolo del batterio nello sviluppo dell’ulcera gastrica che, per dimostrarlo, Marshall si auto-infettò bevendo il brodo di una coltura batterica, si ammalò di gastrite, isolò il batterio dall’ulcera formatasi e guarì con una terapia antibiotica. La sua tenacia fu ricompensata nel 2005 dal premio Nobel per la medicina. Una volta stabilita l’associazione tra l’infezione e l’ulcera, bisognava però capire se era vero anche il passaggio successivo, cioè che il batterio interviene nello sviluppo del tumore. Il verdetto di colpevolezza è stato annunciato nel 1994, quando l’International Agency for Research on Cancer (IARC) lo ha incluso tra i fattori cancerogeni. Ma, se già allora i dati sul rapporto di causa ed effetto tra infezione e tumore erano contrastanti, i risultati più recenti rendono l’atto di accusa all’Helicobacter parzialmente ingiusto o comunque troppo semplicistico, anche perché moltissime persone convivono con il batterio senza sviluppare alcuna malattia. Fonte: AIRC |
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