Congressi Medici - Convegni Medicina - Linee Guida

 

 

 

 

 

"Importante non è ciò che facciamo, ma quanto amore mettiamo in ciò che facciamo; bisogna fare piccole cose con grande amore" (Madre Teresa)


-- -- -- --

Home Articoli Scientifici Cardiologia Terapia Anticoagulante e Gravidanza
Articoli Scientifici - Cardiologia

Il rischio di teratogenicità dei farmaci somministrati in gravidanza è il principale limite al loro utilizzo. I dicumarolici attraversano la placenta e, per esposizione tra la sesta e la dodicesima settimana di gestazione, il loro utilizzo è correlato all’insorgenza della cosiddetta embriopatia da warfarin che si manifesta con ipoplasia nasale, atrofia ottica, ritardo mentale di vario grado, microcefalia, microftalmia.

In uno studio piuttosto datato il rischio di embriopatia da warfarin era stimato pari al 25%. Questo dato è stato ridimensionato da una più recente analisi in cui il rischio è stimato intorno al 6%.

Da un recente studio è stato però sollevato un dubbio riguardo l’insorgenza di problemi di sviluppo neurologico in età scolare in bambini esposti durante la gestazione al dicumarolico , indipendentemente dal trimestre, rispetto a coetanei non esposti. In particolare, i bambini esposti al dicumarolico anche durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza i sembrano avere un aumentato rischio di presentare un quoziente intellettivo inferiore a 80 e di manifestare quella che viene definita “minor neurological dysfunction”, ovvero una modesta disfunzione neurologica che non dà adito a handicap manifesti e non può rientrare in una definizione di una franca patologia neurologica.

La terapia anticoagulante orale (TAO) sembra essere ragionevolmente sicura nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza. L’eparina non frazionata (UFH) e le eparine a basso peso molecolare (LMWH) non attraversano la placenta.

L’alta incidenza di eventi avversi fetali (morte, prematurità, malformazioni) descritta in passato sembra in realtà essere legata alla patologia materna di base, già di per sé condizione a rischio per il feto, e non alla terapia eparinica impiegata. Pertanto attualmente le LMWH vengono ritenute farmaci sicuri per il feto.

L’utilizzo delle eparine in gravidanza è gravato da un rischio emorragico per la gestante di circa il 2%, se si considerano le emorragie maggiori, e dalla possibile insorgenza di alcune complicanze non frequenti, ovvero l’osteoporosi e il conseguente rischio di fratture sintomatiche ( 2%) e la trombocitopenia (4% se si considerano entrambe le forme, quella benigna e quella autoimmune), ad insorgenza entro 7-10 giorni dall’inizio della terapia.

Il rischio di fratture da osteoporosi sembra essere inferiore per le LMWH rispetto all’ UFH, ma la riduzione subclinica della densità ossea è stata riscontrata in circa il 33% delle pazienti trattate con eparina per più di un mese.

Fonte: Raccomandazione della FCSA

Leggi l'articolo completo

 


© 2010 Be Med - Essere Medico Oggi progetto realizzato in collaborazione con LiveNet S.r.l. - P.Iva: 07634430636 Cap.S. 10.329,14 i.v.

Congressi Medici e Convegni Medicina,linee guida medicina

Congressi e convegni Medici,Congressi Medicina,Eventi e linee guida

congresso medicina e convegno medico, linea guida medicina

Linee guida, congressi e convegni medici, eventi medicina