| Articoli Scientifici - Urologia |
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Si è voluto analizzare le aspettative pre-operatorie ed il grado di soddisfazione dei pazienti affetti da Induratio Penis Plastica (IPP) e sottoposti ad intervento chirurgico. In un periodo compreso fra il giugno 2004 ed il giugno 2007, a 82 pazienti, trattati chirurgicamente per IPP è stato sottoposto, ad un anno di distanza dall’intervento, un questionario specifico, che teneva conto del tipo di intervento eseguito. Tutti i pazienti presentavano una placca stabile di IPP, difficoltà nel coito e in 16 casi coesisteva disfunzione erettile di grado medio severo. Il questionario somministrato è diviso in due parti: nella prima si è valutato le aspettative e l’atteggiamento psicologico del paziente nei confronti della patologia e dell’atto chirurgico. Nella seconda la valutazione dei risultati e del grado di soddisfazione o meno per gli esiti chirurgici. Un totale di 18 pazienti è stato sottoposto a chirurgia di placca (7 escissione di placca, 11 incisioni multiple della placca) e posizionamento di patch (8 di vena safena, 6 di pericardio bovino e 4 di sottomucosa intestinale suina). 48 pazienti sono stati trattati con corporoplastica secondo Nesbit. In 16 casi, infine, è stata impiantata una protesi peniena (8 malleabili, 4 idrauliche e 4 tutori soffici). Il grado di soddisfazione massima si è ottenuto per la corporoplastica secondo Nesbit (82%), mentre la chirurgia di placca con posizionamento di patch è la tecnica che ha dato i risultati meno soddisfacenti. Anche per quanto riguarda gli esiti a distanza la corporoplastica secondo Nesbit sembrerebbe la tecnica più accettata, con minori risvolti psichici negativi, anche se l’accorciamento penieno che ne consegue, da alcuni pazienti è considerato un aspetto negativo. Sia per la Nesbit che per il posizionamento di protesi la ripresa dell’attività sessuale è comunque più che soddisfacente nella grande maggioranza dei casi. La corporoplastica secondo Nesbit deve essere il trattamento chirurgico di prima scelta. Qualora questa non fosse possibile è preferibile passare direttamente al posizionamento di protesi peniena che però necessita di un accurato counselling pre-operatorio. Fonte: Cattedra di Urologia, Università “Tor Vergata” di Roma |
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